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Zelbio 15.09.2019

15 settembre 2019 - Lombardia

Un pensiero su “Zelbio 15.09.2019

Massimo

Accolgo ignaro l’invito di Pasquale (anzi, di Luigi Zoccolante per la precisione) di andare a “scavare in Zelbio”, grotta che presumevo essere turistica o quasi, così mi trovo al National alle 8.30 dove mi incontro con Pasquale, Dino, Sara e Livio.

Breve colazione, ci cambiamo e entriamo, prima volta in Zelbio per me. Alla sala del Topo, decidiamo di non perdere tempo al Cunicolo della Sabbia e di proseguire passando dalla Chiocciola (simpatica) e dalla famigerata Diaclasis-Infernales, dove pur imitando i movimenti dal buon Pasquale (dimagrito appositamente allo scopo!!) ho faticato un po’, ma senza imbrago probabilmente avrei imprecato un po’ di meno.

Arrivati alla sala sopra agli scavi, Dino fa una scappata in solitaria fino al cunicolo della sabbia a valutare il sifone. Lo trova vuoto, per cui al ritorno passeremo di lì ed eviteremo la tanto amata Diaclasis.

Arriviamo alla sala e scendiamo allo scavo, mi piazzo sul fondo e comincio a togliere terra e sassi, anche se manca lo scalpello perso da Sara la volta prima. Incomincia a passare il materiale a Livio e al resto della catena umana, utilizziamo la rete per imbragare i massi e i secchi.

Procede poi Livio sul fondo e con un altro scalpello il materiale viene via velocemente. Mi metto in cima alla catena umana, nella saletta che praticamente comincio a “piastrellare” il pavimento coi massi che mi passano. Un manzetto ci aiuta a spezzare un grosso masso, sono decine e decine i giri di secchi e di rete per tirare su veramente un bel po’ di materiale. Si scende lentamente perché non ci sono grandi vuoti, ma si scende. Ah: “servivano 2 reti”.

Facciamo una pausa pranzo, riprendiamo i lavori decidendo di andare avanti un po’ per far fruttare la fatica nell’arrivare fino a lì e sperando appunto di evitare la Diaclasis al ritorno risparmiando un po’ di tempo.

Decidiamo verso le 16 penso di uscire, stanchi ma contenti della nostra giornata, siamo scesi di 1.5m circa.

Facciamo la strada non poi così agevole verso il cunicolo della sabbia, il sifone è praticamente quasi asciutto e si riesce a salire sul pedale senza bagnarsi. Arriviamo sul nasone di roccia che ci porterà agli ultimi metri del cunicolo pieno di sacchi di sabbia raccolti dal buon Zoccolante. Da lì poi si risalgono un paio di pozzetti, un traverso un po’ poco protetto con un buco in cui Pasquale ha cercato di far franare dei sassi facendo un macello infernale. Ultima sala prima del pozzetto piena ovunque di scritte sui muri, tracciate chissà se da altri speleo o piuttosto da ragazzotti locali coraggiosi in cerca di sfida e avventura (chissà come sono scesi dalla corda e soprattutto risaliti). Da lì poi si esce velocemente all’aperto, fuori è ancora chiaro e caldo.
Pizza e affettati al National, annaffiati da fiumi di birra. La prossima volta magari restiamo dentro un po’ di più, attrezzati per 2-3 pasti e magari un pisolino…

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