Cartografia Integrata
7 November 2026
La cartografia integrata delle grotte collega i rilievi sotterranei con le carte di superficie, i catasti e i dati geografici (modelli del terreno, geologia, idrogeologia). Questa pagina raccoglie esempi italiani, metodi e strumenti, e i limiti più frequenti.
Cosa significa “cartografia integrata”
Il rilievo di una grotta descrive il sottosuolo in un proprio sistema di riferimento. Per leggerlo insieme al territorio bisogna collocarlo sulla cartografia di superficie, e collegarlo ai dati che lo spiegano: geologia, permeabilità delle rocce, sorgenti, doline, corsi d’acqua. Il catasto delle grotte è lo strumento che tiene insieme queste informazioni.
Catasti e dati di riferimento in Italia
Friuli Venezia Giulia
Il Catasto Speleologico Regionale registra, per ogni grotta, il metodo con cui è stata rilevata la posizione dell’ingresso: strumentale (per esempio con GPS differenziale) oppure grafico (con una poligonale). Questa informazione è importante perché indica quanto ci si può fidare delle coordinate.
L’accatastamento segue la L.R. 15/2016 e il D.P.Reg. 64/2018. Per una nuova grotta si segnalano nome, metodo di rilevamento, coordinate e quota, tipo di ingresso e foto; poi si compilano data del rilievo, precisione e scala, profondità, sviluppo, descrizione, disegno e autore del rilievo. Da gennaio 2026 il procedimento coinvolge anche i Comuni, che pubblicano sull’Albo Pretorio il link a un WebGis con una scheda semplificata della cavità prima della validazione.
Per ogni area carsica regionale esiste anche una carta idrogeologica in scala 1:25.000, con classi di permeabilità, sorgenti, direzioni di deflusso, faglie, grotte e risultati dei tracciamenti. Serve alla pianificazione del territorio e alla tutela della risorsa idrica e del patrimonio speleologico.
Piemonte e Valle d’Aosta
Il Catasto delle Grotte del Piemonte e della Valle d’Aosta, gestito dall’Associazione gruppi speleologici piemontesi (AGSP), esiste dal 1957. Il portale online, presentato nel 2021, raccoglie informazioni sugli accessi, descrizioni, caratteristiche morfologiche e geologiche, dati faunistici e bibliografici, anche da archivi non pubblicati di diversi gruppi, e dà accesso alla cartografia delle cavità e alle schede catastali.
Roma
ISPRA ha pubblicato la Carta delle cavità sotterranee di Roma 2026. Integra letteratura scientifica, archivi cartografici storici, banche dati istituzionali, cartografia archeologica e indagini dirette. Contiene circa 5.600 elementi puntuali e 1.500 lineari o poligonali su circa 350 km² di territorio urbano, e comprende cave, catacombe, ipogei e cunicoli idraulici. È uno strumento di sintesi per valutazioni preliminari, non per analisi puntuali: le fonti hanno accuratezza diversa e molte localizzazioni storiche non sono georeferenziate.
Metodi e strumenti
| Strumento o metodo | A cosa serve |
|---|---|
| Therion (software libero) | Elabora i dati del rilievo, chiude le poligonali distribuendo gli errori, produce mappe 2D e modelli 3D, ed esporta in shapefile, DXF e KML, anche georeferenziati |
| QGIS | Importa stazioni, centrali e raggi dei rilievi e li sovrappone a modelli di elevazione da LiDAR, geologia e faglie; permette di georeferenziare anche rilievi cartacei |
| Laser scanner | Produce un modello 3D della grotta da cui ricavare piante e sezioni con precisione centimetrica |
| DTM da LiDAR, georadar e tomografia di resistività | Combinati con il rilievo, aiutano a individuare vuoti non ancora esplorati sotto la superficie |
| GIS e telerilevamento | Con forme del terreno, elevazione e immagini, aiutano a prevedere dove possono esistere grotte (da verificare sul campo) e a monitorarle nel tempo |
| Simboli UIS | Insieme unificato di simboli per i rilievi, adottato nel 1999 dall’Unione Internazionale di Speleologia; riguarda soprattutto le cavità naturali |
Alcuni esempi
- Grotta della Lucerna (Zattaglia, Ravenna): una miniera romana di selenite lunga circa 400 m e profonda 36 m è stata rilevata con 33 scansioni laser interne e 3 esterne, ricavandone un modello tridimensionale, piante e sezioni.
- Valle di Kleśnica (Polonia): un DTM LiDAR da 1 m, georadar, tomografia di resistività e un rilievo laser della grotta sono stati confrontati per individuare vuoti carsici non ancora esplorati. Gli autori precisano che i risultati sono preliminari e non confermati.
- Progetto CaveSurveyGIS (Regno Unito): porta i rilievi in QGIS e li sovrappone a LiDAR, geologia e faglie.
Limiti e problemi ricorrenti
- Precisione dell’ingresso: il GPS differenziale è stimato intorno ai 3 m, mentre le posizioni ricavate in modo grafico possono essere molto meno precise. In un controllo a campione sul catasto FVG, una grotta risultava a più di 100 m dal punto riportato; per questo gli appassionati di OpenStreetMap sconsigliano importazioni automatiche senza verifica sul campo.
- Localizzazioni storiche: molte cavità documentate in passato non sono georeferenziate.
- Dati disomogenei: fonti diverse hanno accuratezza e completezza diverse, quindi le carte di sintesi non vanno usate per analisi di dettaglio.
- Modelli predittivi: i vuoti individuati con GIS o geofisica sono ipotesi finché non vengono verificati da esplorazioni.
- Cavità artificiali: i simboli UIS le considerano poco, e mancano indicazioni sulle tecniche di scavo.
Fonti
- Nuovi accatastamenti, Federazione Speleologica Regionale FVG
- Discussione sul Catasto Speleologico Regionale FVG (OSM-FVG)
- Carte idrogeologiche degli acquiferi carsici (Regione Friuli Venezia Giulia)
- Catasto delle Grotte del Piemonte e della Valle d’Aosta (Cuneodice)
- Carta delle cavità sotterranee di Roma 2026 (ISPRA)
- Therion, articolo Vercors 2008
- Putting cave surveying in the map (Darkness Below)
- Rilievo laser scanner della Grotta della Lucerna (Scintilena)
- Kasprzak, Geomorphometry 2015
- GIS and Karstic Cave Monitoring (Geography Realm)
- Simboli cartografici UIS, Häuselmann