Grotta Zelbio

Lombardia

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Pian del Tivano ….ore 7:30

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Ieri, io ed un nutrito gruppo di gigemmini (Ivan,Sarà,Jonny,Alex&Alice, Dino, Eleonora 67,Andrea 67, siamo stati in Zelbio a continuare gli scavi in Sala Tortona.

Oltre allo scavo, obiettivo della giornata, posizionare 4 scalini in punti strategici prima e dopo il cunicolo e riarmare il pozzo della sala Tortona. Allo scavo, Incominciamo a ridurre il masso lasciato l’ultima volta in piccole dimensioni, dando a pezzi minori, altra collocazione, quando ad un certo punto, Dino, ultimo di cordata, alla base della Sala Tortona, trova una via occlusa solo da un grosso masso. Tutti eccitati decidiamo ad unanimità di spostarci al nuovo scavo, in effetti tra la rocce si vede una verticale di 4 mt circa, non perdiamo tempo e ci diamo da fare. Con due “colpi” riusciamo ad aprirci il varco. Mentre preparo l’armo per scendere, mi accorgo che sulla roccia e disegnata una freccia (cattivo presagio).

Parte Dino, verticale di 5 mt per poi atterrare su una sala lunga circa 25 mt inclinata con chiusura toppa di detriti. Scendiamo un po’ tutti, sulla dx Alex e Dino entrano in un cunicolo che toppa poco dopo.

E qui arriva l’amara sorpresa, sulle pareti trovano due scritte “Pier 2012” “Tassi”. Alla fine della sala anche li troviamo un’altra scritta con freccia “Nesso”. Rispetto al primo scavo siamo 20 mt più in basso, decidiamo che ormai non avrebbe più senso ritornare al primo scavo e quindi le ultime ore la dedichiamo qui sondando il fondo, levando alcuni massi sul fondo.

Le foto più belle sono di Alex

Quando dopo circa 20 minuti, dalla parete si stacca un masso andando a colpire il casco di Alex. Decidiamo di pulire la parete di destra la quale presentava un grosso scollamento, onde evitare altri incidenti.

A turno pian pianino usciamo,

https://www.youtube.com/watch?v=v-SgdX3BGWM&t=5s

tutti contenti e soddisfatti ci dirigiamo al National per un’ottima pizza.

P.s.

Strano che in gruppo non se ne sia mai parlato di questa sala…..

1 scavo, si sentiva un filo d’aria;

2 scavo, zero aria;

Alex sta bene;

Nonostante Eleonora era a pezzi, si è mangiata tutta la pizza;

Jonny lo vedremo fra un anno.

bye bye alla prossima

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Grotta Zelbio

Lombardia

Giretto pomeridiano su al Pian del Tivano.

Con Tama optiamo per il cunicolo della sabbia, visto le non precipitazioni passate, infatti lo troviamo toppo solo di ghiaia, 3 minuti e passiamo, in un’ora siamo allo scavo.

Spostiamo due grossi balocchi  e altri due di dimensioni doppie rimangono ad ostacolarci il passaggio.

Puliamo e togliamo secchi di fango, sotto sassolini cadono e scivolano in mezzo a pietre pulitissime.

Per oggi non possiamo fare altro, prossima volta si torna con il trapano.-  

Suocera-Ingresso Fornitori

Lombardia

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Io Silvia e Tonino, effettuata risalita sul p15, trovato ramo in risalita con galleria “Sarawak” poi proseguiamo fino alla sala “Chapeau”

 

 

 

 

Grotta Zelbio

Lombardia

Di buon mattino passa DINO, per un’altra puntatina in Zelbio.

Alle 10:00 con martello e scalpello, il mio socio percuote a più riprese il macigno lasciato la scorsa volta con Laura, riesce ad arrotondare un paio di angoli alleggerendolo ulteriormente, ma sempre grosso è!!!!!!!!.

Tocca a me, guardo un attimo la situazione è decido di piantare un fix a soffitto per poi cercare di parancarlo fuori. Il masso e veramente enorme, ma dopo 15 minuti di sofferenza, riusciamo a dargli una nuova collocazione all”interno della frana…… a breve terminerà la sua esistenza ridotto in piu parti da Dino. Proviamo ad entrare, ma è ancora stretto, decidiamo di fare una pausa , levarci l’imbrago e riprovarci.

Non perde tempo, prendendo di mira anche il prossimo masso, quello che poco prima ostruiva il suo passaggio. Anche li, con molta attenzione incomincia a levigare gli angoli…..tra poco questa prossima saletta sotto la frana, conoscerà l’esistenza dell’uomo.

Siamo scesi di circa 5 metri, in mezzo a balocchi e fango, questa saletta, ci riporta nella stessa direzione dei primi scavi , soffitto ormai verticale, sotto i nostri corpi stremati massi di crollo puliti, dove si intravede un nuovo traguardo, chiaramente il sassolino usato come tester di profondità, corre per altri 4-5 metri, nel silenzio più totale.

E ORA ……….torniamo su per un ricongiungimento famigliare e per una pizza al Ministro.

Ad Asso ci fermiamo per lavaggio materiale.

TANTISSIMI AUGURI AL MIO AMORE.

!!!!!!!!!!ADELAIDE!!!!!!!

https://youtu.be/yu3GWPnpANk

 

Grotta Zelbio

Lombardia

Il mio appello questa volta viene raccolto da Laura, neo corsista del GGM.
Ci troviamo a Gobba alle 14:00, ed alle 16:00 riusciamo ad entrare in Zelbio, fuori ci sono 32 gradi, il tanto da farci desistere a cambiarci all’esterno, termineremo la nostra vestizione in grotta.
Laura sgranocchia ancora il suo pranzo, la vedo tranquilla, non sembra proprio che stia andando in grotta, pare più una ragazza spensiersta di citta, in cerca di funghi, al contrario dell’altra parte vi è quel rompipalle di Pasquale, iperattivo,  veloce, scalpitante, decido di tenere a freno Pasquale valutare la giornata, visto che cmq entrambi hanno già 7 ore sulle spalle di lavoro.
Solito itinerario, sala del topo- chiocciola e Diaclasis Infernales.
Laura risponde positivamente e si fa soave risate sulle tre strettoie in Diaclasis, guardando il povero Pasquale mentre le attraversa, un elefante in procinto di partorire!!!!
Eccoci Sala Tortona…molliamo subito gli zaini ed andiamo a vedere se il rientro e fattibile dal cunicolo della sabbia, piano piano mi segue Lauretta,  sono le 17:30. Il livello dell’acqua seppur alto ci permette di entrare nella strettoia e dare un’occhiata al sifone.
Ci sn 40 cm d’acqua che ci dividono dal buco,  in qualche modo cerchiamo di bagnarci il meno possibile, atterrando sul ghiaione, sdraiato su miliardi di granelli, intravedo il passaggio, incomincio a scremare la zona usando le mie braccia come rastrelli, dopodiché faccio andare avanti Laura che in meno di 5 minuti riesce a passare, torniamo sui nostri passi, contentissimo che la Diaclasis almeno per oggi sarà solo un ricordo.
Imbrago ed affrontiamo l’ultimo tratto..siamo in zona scavo, spiego  dettagli, supposizioni e altro su quello che stiamo facendo.
Subito Laura incomincia ad allargare dall’esterno il nuovo ingresso, io da sotto tolgo ancora qualche pietra cercando di allargare il cunicolo, ancora stretto in uscita.
Nel frattempo che lei continua  a mazzettare,  vado a controllare il fondo dello scavo, mi accorgo che ce un sacco di fango, circa 3 cm in piu, in quanto un palanchino lasciato l’ultima volta lo trovo quasi sommerso.
Valuto un attimino ancora su dove dobbiamo scavare e noto, sempre più sul lato dx, una saletta colma di fango che segue è corre parallela alla frana. Chiamo Laura e incominciamo ad allargare un buchetto tra strati di fango. Subito notiamo una piccola saletta, buttiamo giù qualche pietra e notiamo che scende per 5-6 metri. Dedichiamo un paio d’ore, comprensiva di una fugace cena a base di panzerotti fritti, a questo buco.
Riusciamo ad allargare, tanto che Laura prova ad entrare, ma non riesce a passare, notiamo subito che i probabili 5 metri che si trovano sotto di noi, non corrono verso la fine dello scavo, ma bensì tendenzialmente a dx, spostandosi dalla frana.
Un masso di dimensioni medie occlude la verticale visibile, provo per ben due volte con facilitatori, ma con la punta del trapano foro da parte a parte il masso famelico, compromettendo i nostri amati manzi.
Freddo, orario e stanchezza fanno desistere gli autori di questa pomeridiana uscita..i quali  decidono ..pian pianino di tornare nel mondo civile.
La strada del ritorno e molto più breve, usciamo alle 22:30.
P.s. Domenica levare il masso.
Un plauso a Laura, grotta seppur con pochissimo pozzi, mette sempre a dura prova gli ospiti, e lei si è comportata benissimo.
Prima volta che si entra dalla Diaclasis e si esce dal cunicolo della sabbia.

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Cala Goloritzè

Sardegna, TREKKING

Sono in vacanza…..è già un paio di anni che vengo a Tortolì. beh lo sappiamo tutti il perchè di questa location, esiste un mare unico e fantastico e soprattutto vi è il Supramonte.
Caspita l’anno prima, per via dell’auto (di quel piccolo problemino) non sono riuscito ad organizzare niente, ma quest’anno la voglia è tanta e anche se so che in grotta devo aspettare Vitto, decido che almeno qualche trekking in più ci sarà.
In campeggio, facciamo amicizia con i nostri vicini, Luca Carlotta e il piccolo Leo.
nasce subito un feeling, loro e noi ci troviamo bene e riesco a convincere Luca ad una uscita mattutina obiettivo Cala Goloritzè.
ci svegliamo alle 05:30,

Punta Giradili

Sardegna

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Sveglia presto con Luca, prima di arrivare al Golgo deviamo per una strada sterrata, dove dopo 3km si parcheggia. Sentiero con pochissimo dislivello ci porterà tranquillamente ad uno dei più suggestivi punti panoramici della Sardegna.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cala Sisine

Sardegna

Cala Sisine sorge alla fine di una codula, letto di fiume, oggi foce di un piccolo torrente, che nasce nell’altopiano del Golgo, nel Supramonte di Baunei.

Larga circa 200 metri, si affaccia sulle falesie della Serra Ovra che dall’altezza di oltre 500 metri scendono ripide a picco sul mare, fiancheggiata, quasi avvolta, da costoni rocciosi. 

Punta Salinas

Sardegna

Parto in solitaria, solito parcheggio al Golgo e dopo pochi minuti, mi trovo a scarpinare sul primo tratto del sentiero che dirige a Goloritze. Primo tratto dopo baccu-Goloritze devio a dx. Proseguo sotto il sole che pian piano si sta alzando, e che sicuramente fa desistere parecchie persone nell’affrontare questi percorsi.