SovraNiccolina

Lombardia

Il GGM attacca il Pian del Tivano di mercoledì, riusciamo ad essere in tre allo scavo in SovraNiccolina

Ci vediamo alle 09:00 a casa mia, tutti puntualissimi, carichiamo l’auto e senza soste ci dirigiamo al Ministro.

La temperatura si aggira intorno agli 8 gradi, rito prima di cambiarci, un caffè brioche.

NON ci facciamo mancare niente, abbiamo materiale per un esercito; trapano, 3 palanchini, corda, pala, leverino, moschettoni, carrucola, ma di tutto quello che stiamo portando all’interno della “grotta” ce una busta che pesa più di tutte…….la borsa delle cibarie.

Pesantissima…. 6 bottigliette di acqua, 3 bottiglie di birra, un thermos, per non parlare del mangiare, schiacciatine, taralli e mezzo panettone ai profitteroles farcito all’interno con cioccolata.

Certo diventa complicato lavorare in tre all’interno dello scavo, cmq riusciamo in qualche modo ad organizzarci. Claudio incomincia a prendere confidenza con il luogo. Il fondo è ricco ancora una volta di fango misto acqua, riempiendo il contenuto dei secchi della solita palta.

Pian pianino incominciano ad arrivare i secchi dove il sapiente Tama a metà percorso gli innalza verso il cielo. Con l’aiuto della corda i secchi giungono a me che mi trovo sulla verticale a 5 metri dall’ ingresso. Travaso il pantano all’interno del bidone blu fino a riempirlo tutto, ben 7 secchi.

Non potendoli più svuotare, appena arrivano tutti i secchi, portiamo fuori il materiale.

Claudio mi raggiunge all’uscita dove scarichiamo tutti i secchi, mentre Tama vola al fronte di scavo.

Siamo rodati e continuiamo così per altri 11 secchi, in più all’esterno verranno accompagnati alcuni massi degni di nota.

Tocca a me adesso.

Valuto la possibilità su più fronti, incomincio a trapanare sia ai lati che al masso posto sul pavimento, ma di 5 …solo 2 vanno a segno.

Il masso sul pavimento é crepato ormai, toccherà a chi andrà sabato/Domenica a dargli il colpo di grazia.

La roccia in questo luogo e parecchio sedimentaria.

Continuiamo ancora per un po’ ad intaccare con scalpello e mazza ma il freddo e l’orario ci fanno desistere.

Usciamo praticamente verso le 15 infangatissimi.

Sulla strada del ritorno ci fermiamo ad Asso a pulire il tutto.

Grotta Dolce vita

Lombardia

Abisso La Dolce Vita, LoBg3833
Presenti: Pasquale, LucaT, Claudio, Livio e Sara
Domenica 18 novembre partiamo e arriviamo puntuali a Plassa, ci accolgono 2C° e una riunione di condominio che ci obbliga a lasciare le macchine ai parcheggi liberi più in basso.
Perciò, ci cambiamo, scarichiamo il materiale e, una volta portate giù le auto, ci incamminiamo verso l’ingresso della miniera, ma dopo 50mt ci rendiamo conto di non avere nè orologi nè telefoni, quindi il volontario Livio ritorna a recuperare un dispositivo carico.
Entriamo circa alle 9:30, con 6 sacchi di cui uno scaricabile già al primo P10 e seguiamo il filo elettrico come traccia tra i molti bivi del complesso minerario.
Seguendo i binari, prima di attaccare con l’abisso, facciamo una puntata a vedere la ‘Lacca della miniera’ (LoBg1406): da un ponte minerario ci si affaccia da entrambi i lati sul profondo fessurone tettonico di grande impatto visivo.
Intercettiamo l’abisso da uno scivolo colmo di materiale di scarto dalla miniera, con sassi che minacciano l’incolumità di chi segue i primi.
Arma sempre Pasquale, pozzo dopo pozzo, il P50 passa veloce in discesa e non ci soffermiamo neppure a guardare i pisoliti.
Abbiamo moschettoni e piastrine in abbondanza mentre le corde sono misurate per arrivare a -220 in fondo al P100.
Arriviamo all’attacco del 100, sbobiniamo la corda, è una 110, niente laschi e cerchiamo di risparmiarla il più possibile. Dopo 5m si trova il primo frazionamento poi giù, verticali a piombo, 30,40,50,60, Pasquale pendola e raggiunge un frazionamento, arma e prosegue per altri 20-30 metri; io seguo e lo raggiungo al frazionamento; dopo di me arriva Tama che si affaccia dal frazionamento a 5m.
La corda non basta proprio e ferma Pasquale a una ventina di metri dal fondo.
Invertiamo gli attrezzi e risaliamo, la luce delle frontali si vede piccola per la distanza e bisogna urlare un po’ per decidere e comunicare la ritirata.
Risalendo, è possibile scorgere gli attacchi dei due rami principali: del pendolo alto e del pendolo basso.
Pranziamo alle 14:30 discutendo sulla possibilità di usare una corda da 20m usata su un P5 insieme al seguente traverso, ma la voglia e le forze per rifarsi i 100m sottostanti sono finiti e si opta per il rientro.
Livio esce primo e veloce, seguito da Sara, noi ci attempiamo a guardare i pisoliti e aggiraci tra le comode gallerie delle miniere.
All’uscita dell’ultimo P10 un sacco si gira e si sgancia dal moschettone, rotola lento qualche metro e si ferma in bilico sul ciglio del pozzo; resiste una decina di secondi ma poi vola giù senza pietà, costringendo il volontario Pasquale a farsi gli ultimi 20m extra.
Usciamo per le 18:30 trovando -2C° e la luna che ci illumina l’uscita, pizza e birra ci aspettano.

Claudio

Rilievo aggiornato

grotta Zelbio

Lombardia

Domenica 26 agosto io, Pasquale e Luca Tama siamo andati in Zelbio per proseguire con gli scavi. Alle 8.30 circa siamo al parcheggio del National, alle 9 siamo quasi pronti ad entrare, dico quasi perché Tama si accorge, ormai vestito di tutto punto, che ha scordato le scarpe. Riusciamo però a recuperare un paio di stivali dal proprietario del National che, mosso a pietà, ci presta i suoi. Siamo pronti, macchina chiusa ma, Tama si è scordato le pile di scorta (oggi non sembra molto sul pezzo 😂)quindi, recuperate anche quelle, possiamo davvero avviarci. Verso le 9.30 siamo dentro, e alle 11.30 circa siamo al fondo. Grotta asciutta ( a parte il solito laghetto dove è stato messo di recente un pratico scalino per le persone basse come me. Thanks). Iniziamo a scavare continuando sul piccolo tunnel avviato la volta precedente da Pasquale e Kim. Tuttavia Tama sente dei “vuoti” anche dalla parte opposta, quindi scaviamo sia a destra che sinistra. Non c’è molto spazio per il materiale da togliere, quindi con un secchio e un sistema di carrucola assai primitivo portiamo il materiale nella saletta appena sopra. A turno scaviamo fino alle 16 circa. Al momento la zona di scavo è quindi una sorta di “vasca” lunga circa 2 metri, profonda 1 metro e larga un 1 metro. Pasquale dice che sente aria (…). Tra lo scavo e il riporto in alto di materiale il numero ideale di persone sarebbe almeno di 4/5. Alle 16 ricominciamo la risalita. Alle 18.15 siamo fuori. Siamo provati, quindi birretta meritata al National, ma soprattutto dobbiamo restituire gli stivali! In tre abbiamo disperso un po’ di energie…ma Pasquale confida in altri volenterosi per velocizzare lo scavo e fare più turni.
Ciao ciao!
Eleonora

Grotta Zelbio

Lombardia

Ieri giovedì 9/8 Pasquale e io siamo andati in Zelbio per valutare ed eventualmente proseguire lo scavo. Partiti per le 7 e arrivati a Zelbio alle 8, per le 8.30 scendevamo in grotta. Discesa più che tranquilla fino alla sala Tortona, con la grotta asciutta quasi dappertutto seppur scivolosa, e livello minimo di acqua nei laghetti, che riusciamo a passare semplicemente a piedi. Poi giù nel cunicolo finale fino al fondo delle tre nuove salette. Lì iniziamo a ripulire il fondo dal fango (Kim) e a spostare alcuni massi a mano (Pasquale). I detriti li mettiamo nella gallerietta di destra guardando verso il basso e così occludendola; se andrà riaperta, andranno pazientemente rimossi. Scendiamo così facendo di circa un metro, scoprendo di volta in volta piccoli buchi che danno verso il basso e sembrano far passare sassetti e aria. Decidiamo di liberarci di un grosso masso con un colpo ben assestato: questo ci consente di rimuovere un altro mezzo metro e molto altro materiale, per ora accatastato in maniera provvisoria, e soprattutto di allargare l’area dello scavo, davvero angusta inizialmente. Si potrà così decidere di proseguire in seguito per vedere se si riesce a scendere ancora. Riemergendo dall’ultima saletta, decidiamo di assestare un colpo sul cunicolo destro guardando il fondo, realizzando così un’entrata pulita e verticale, al posto di quella nel cunicolo sinistro che si avvitava su se stessa. Il passaggio sinistro è ora chiuso dai detriti rimossi e si ha un ingresso comodo e dritto. Tornati in sala Tortona, recuperiamo imbraghi e materiali e iniziamo una penosa (Kim) ma paziente (Pasquale) risalita, e uscendo comunque per le 17.30, in tempo per l’acquazzone del momento.

Buone vacanze a tutti!

Pasquale e Kim

Acquedotto di Todi

Biblioteca

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Traversata dell’acquedotto di Todi.
Un ringraziamento particolare va a chi ci ha permesso di visitare questi ambienti unici.

Grazie Massimo Rocchi Bilancini
Visita il sito di Massimo e Valerio, se anche tu vuoi visitare questi luoghi