Grotta Zelbio

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Giro veloce con Kim e Giusi, il cunicolo della sabbia era intransitabile per via dell’acqua, tornando alla base della risalita del 1 pozzo, kim e giusi entrano nella fessura dove di solito l’acqua va a perdersi, li trovano un fix, segno che qualcuno e già passato, il cunicolo prosegue per circa 2 metri poi chiude in frana. Trovo anche corde, fix e placchette marchiate GGN.

Torniamo alla sala del topo, e dopo averci levato imbrago e attrezzi decidiamo di fare un giro fino alla Diaclasis. Alle 19:00 siamo sulla strada del ritorno.

Puerto Escondido

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Eccoci dopo tanta astinenza di grotta, montagna, passeggiate, di nuovo qua. Ma dopo tutto questo stop, dopo tutte queste domeniche passati tra le pareti di casa, ma proprio con Puerto, ricordo le ultime parole del TAMA….. “Io in questo posto di m…. Non ci torno più” in effetti siamo molto lontani dal punto dove ha immortalato tra le strette pareti questa frase, eh già stiamo parlando della condotta del Rombo, ultimo avamposto di Puerto, dove pochi uomini/donne hanno calpestato questi ultimi metri di questa meravigliosa grotta.

Nei mesi trascorsi componenti del GGM e SCO decidono di riarmare Puerto nel tentativo di visionare due potenziali prosecuzione. La prima sul fondo del Golem, 5° pozzo in ordine di progressione e per ultima, il potenziale fondo vecchio. Per via del Covid ci dividiamo, Francesco, Mau, Giorgio e Fabio decidono di entrare ad armare, mentre il mio gruppetto capitanato da Silvia, decide di fare un giro nelle gallerie al fine di fare qualche foto, cogliendo l’occasione del nuovo acquisto fatto dal GGM dei nuovi faretti della Mestrel.

Lasciamo

Zelbio 09.02.2020

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A questo giro entra anche Silvia, nostra Neo Presidentessa, più l’amabile Riccardo da Cefalù, io e Kim.entriamo alle 10:00, dirigendoci subito al cunicolo della sabbia. Le ultime precipitazioni abbondanti hanno sconvolto questo passaggio. prima di entrare nel cunicolo notiamo un volume non quantificabile di ghiaia caduta, ma che non è riuscita a farsi strada verso la condotta, quasi occludendo il tratto finale, è stretto (rispetto alle altre volte) ma passiamo, nel breve tratto rettilineo notiamo pochissima ghiaia, segno che i sacchi ormai lastricati da anni hanno retto.Spaventoso!!!!!! non lo avevo mai visto così la strettoia/passaggio, praticamente non esiste più, la forza dell’acqua ha sfondato ambedue le pareti formata da ghiaia e sabbia compressa ormai li da decenni, plasmando un nuovo ambiente abbattendo tutta la ghiaia presente. un solco di un metro, praticamente si passa quasi in piedi. Tutte le volte che l’ho visto dopo le piogge, in questi anni, lo ritrovavo sempre colmo di ghiaia a occludere ogni volta il passaggio. Forse oggi è merito nostro se il passaggio in un certo senso non esista più, in questi anni abbiamo insaccato ghiaia per circa 100 sacchi e nell’ultimo anno anche all’interno del cunicolo.E’ probabile che dopo l’ultima piena, non avendo avuto ulteriore apporto di ghiaia, (bloccata a monte) molto probabilmente, la forza dell’acqua all’interno del sifone nel momento del rilascio, non è riuscita a riportare indietro ghiaia e sabbia, non trovando più lo stesso volume di ghiaia incontrato in precedenza, sparsa nella sifone.

Sovraniccolina/Cueva

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Raccogliamo l’appello di Hannibal per aiutarlo a svuotare la sovraniccolina dai massi lasciati dall’ultimo scavo. Siamo io, Kim, Carmelo e Riccardo direttamente da Cefalù.

Riusciamo in breve tempo a ripulire il tutto, anche un grosso masso.

La grotta ora è pulita ma ahimè chissà quando ci ritorneremo.

Visto l’orario andiamo a visionare la Cueva e già che ci siamo diamo una mano a Maurizio a ripulirla. Noto aria fredda e filo d’aria.

Ci cambiamo velocemente e dopo una birra con focaccia, facciamo rientro.

Giornata tranquilla dopo

Grotta Zelbio

Lombardia

Domenica 5 gennaio 2020, Pasquale ed io decidiamo di andare in Zelbio con l’obiettivo di smaltire un po’ delle calorie in eccesso accumulate durante il Natale e di rendere più agevole la progressione del tratto denominato “Diaclasis Infernalis”..

Muniti di due sacchi speleo e di tutto il necessario, ma privi di imbrago, entriamo in grotta verso le 10.40 e ci dirigiamo velocemente verso il ramo della Diaclasis. Sistemiamo subito l’armo di partenza dell’unica corda presente in tutto il ramo, andando a sostituire un attacco con spit con un fix. Superiamo il pozzetto in libera e raggiungiamo la zona di lavoro. Inizialmente ci occupiamo della disostruzione del punto più difficoltoso per la progressione, poi passiamo ad uno spuntone di roccia pochi metri più avanti. Ci concediamo una breve pausa ed infine lavoriamo ad un successivo restringimento. In quest’ultimo punto, con martello e scalpello, agendo sulle crepe, riusciamo a rimuovere una bella “fetta” di roccia. Raccogliamo tutto il materiale da lavoro e ci dirigiamo verso l’uscita. Alle 16.45 siamo fuori.

Concludiamo la giornata con una birra (piccola) al National, con alcuni speleo valdostani andati in Tacchi per commemorare la scomparsa del loro amico qualche anno fà.

Con l’intervento effettuato, si stima una riduzione dei tempi di percorrenza del ramo interessato di 10-15 minuti.

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Bernardino L’Abbate

Zelbio 08.12.2019

Lombardia

Ieri Pasquale e io siamo stati in Zelbio. Partiti di buona ora alle 7 da Monza, alle 8.15 eravamo a destinazione. Dopo la colazione al National e la vestizione all’aria frizzante ma soleggiata, abbiamo salutato la splendida giornata tiepida per imbucarci in Zelbio.Dalla Sala del Topo abbiamo piegato a sinistra verso la Diaclasi infernale, raggiunta con calma ma senza problemi, se non vogliamo chiamare così il guado di tre laghetti di cui uno ad altezza mutanda. Nella Diaclasi abbiamo proceduto ad alcune piccole opere di disostruzione artificiale che, pur non risolvendo la difficoltà intera del passaggio, lo hanno reso tanticchia più agevole in alcuni punti.Finito il lavoro per quanto possibile date le anguste circostanze, abbiamo raggiunto la Sala del Castoro, con spiaggia di ghiaia, acqua limpida, soffitto basso piatto e nero lucido, per un quarto d’ora di meritato relax e non solo fango.La risalita è stata molto più lenta e faticosa, zavorrati come eravamo dagli attrezzi, la pur necessaria acqua e due zaini ingombranti. Pasquale ha però messo la quarta e mulettando carico di entrambi ci ha portati di nuovo al Topo. Da lì siamo usciti in tempi relativamente brevi e con gambe relativamente di cemento, per poi fermarci alle 15 per birra e panino al National.Rientro a Monza a metà pomeriggio, con ancora luce.Passaggio della Diaclasi leggermente migliorato in vista della possibile due giorni di scavo in Zelbio il prossimo weekend.Buona settimana,
Kim