| 03.03.2013 | 10.00/19.00 |
Francesco Luca T Giorgio G. Eleonora |
Puerto Escondido |
Guidati da un Pasquale ridotto ai minimi termini e sotto dieta esclusivamente proteica, io, Giorgio, Silvia Rolla, Ciccio e Gnaro siamo partiti all’alba direzione val Brembana .
A parte qualche ritardo alla partenza e una fastidiosa sequenza di bar chiusi, finalmente a Dossena ci compattiamo e ci fermiamo ad un bar.
Pasquale ci mostra orgoglioso le sue nuove (assenti) curve e ci spiega il suo regime alimentare. Noi lo guardiamo perplessi. Sembra ancora più iperattivo del solito.
Dopo una veloce colazione partiamo alla volta delle miniere. Grazie ai consigli di quella santa donna che è Marzia, parcheggiamo la macchina al primo tornate e la facciamo a piedi. La strada è una lastra di ghiaccio e proseguiamo lenti e barcollanti. Riusciamo comunque ad arrivare sani e salvi all’ingresso della miniera e una volta dentro Pasquale -1/4 si mette ad armare.
Iniziamo la discesa in modo veloce. Pasquale in testa, Gnaro che segue con il sacco, io, Giorgio, SpleoSilvia e Ciccio. Ben presto siamo al mitico Cattivik e osserviamo Pasquale -1/4 che arma e scende nel ignoto. Da come mi era stato descritto devo dire che pensavo peggio, io non ho incontrato nessuna difficoltà, almeno a scendere!
Arriviamo tutti alla sala della cascata
Maturo la sensazione che questa grotta punge! Mi impiglio da tutte le parti e letteralmente mi sembra che ad ogni passaggio mi graffi!. Sono stupita che non mi abbia fatto a brandelli la tuta! Ovviamente ho parlato troppo presto, mi rendo conto alla fine che mi sono strappata i sotto cosciali dell’imbrago e nella risalita diventa veramente scomodo. Alla cascata ci fermiamo a mangiare a riposarci un po.
Abbiamo impiegato solo 2 ore e mezza per arrivare e quindi ci possiamo prendere qualche minuto per goderci la grotta.
Ovviamente Pasquale -1/4 non ce la fa a stare fermo per più di 5 minuti, figuriamoci ora che trasuda proteine e accanto a se ha Giorgio che si sbafa i suoi 3 panini ripieni.
Cosi si prende Gnaro ed iniziano la risalita. Io mi offro di disarmare e quel sant’uomo del mio futuro marito resta con me per darmi una mano.
Ci accodiamo allora a Silvia e Ciccio. Lentamente il gruppo risale. Pasquale -1/4. Ci aspetta all’inizio di ogni pozzo per prendere i sacchi con le corde disarmate e controllare che vada tutto bene.
Devo ringraziare Ciccio che mi ha prestato la chiave del 13 con il cricchetto, rende le cose decisamente più facili. Resto comunque impedita in modo imbarazzante a sciogliere i nodi e questo ci rallenta molto.
Arriviamo al Cattivik, Giorgio davanti a me sale per primo. A parte qualche attimo di sbattimento, sale senza problemi. Io lo seguo. Purtroppo il sacco che ho per la corda non ha il cordino e quindi mi rimane attaccato all’imbrago ad altezza piedi impedendomi completamente di appoggiare il piede desto contro la roccia. Salgo solo di sinistro e disarmo. Devo dire che è andata discretamente bene! A parte la lentezza estrema.
Giorgio mi aiuta a sciogliere i nodi e risaliamo disarmando un pozzo ciascuno.
Finalmente disarmiamo l’ultimo pozzo, aiutati anche da Pasquale -1/4 che ci ha aspettato pazientemente in cima. Gli altri sono già andati a cambiarsi. Usciamo dalla miniera che il sole sta tramontando. E’ un vero spettacolo, montagne, neve e noi infangati da far paura. Ci carichiamo i sacchi in spalla e ci incamminiamo verso le macchine. I sacchi sono pesantissimi e imparo che forse è meglio mettere meno corde in più sacchi che averne solo 3 ma massacranti.
Pasquale-1/4, Gnaro e SpeloSilvia ci salutano e se ne tornato a casa. Io Giorgio e Ciccio siamo ansiosi di raggiungere il gruppo per sapere tutto di questa prima giornata di corso.
Ci troviamo a Bergamo per una pizza e ci facciamo raccontare tutto.
Ho trovato i corsisti entusiasti e noi abbastanza devastati.
Però……troppo bello!
Ciao
ele

